Intervista – CRISTIANO GODANO: “Stammi accanto” è un disco puro, e non cerca colpi ad effetto

Intervista – CRISTIANO GODANO: “Stammi accanto” è un disco puro, e non cerca colpi ad effetto

Dopo oltre tre decenni come voce e penna dei Marlene Kuntz, Cristiano Godano prosegue il suo percorso solista con “Stammi accanto”, un album che conferma la sua cifra stilistica tra lirismo intenso e suoni evocativi.

A cinque anni dal suo esordio solista con Mi ero perso il cuore—accolto con entusiasmo dalla critica e portato in tour per oltre 200 date—Godano torna con un nuovo lavoro, scritto durante il lockdown e prodotto con Luca Rossi.

In uscita il 4 aprile  Stammi accanto sarà presentato dal vivo con i Guano Padano, una formazione che promette di esaltare le atmosfere del disco.

A suggellare il momento, l’assegnazione della Targa Gran Torino del Premio Buscaglione 2025, un riconoscimento al suo impatto sulla musica italiana, che ritirerà il 28 marzo al Supermarket Club di Torino.

Lo abbiamo incontrato per parlare di questo nuovo capitolo, tra ispirazioni, processi creativi e riflessioni sul presente.

L’INTERVISTA 

Il titolo del disco richiama un verso significativo: “Tu stammi accanto perché se stiamo insieme posso tornare”. Quanto è importante ritrovare se stessi e come il concetto di “altro” nelle relazioni può dare un senso alla vita?

“Stammi accanto” è una canzone d’amore, ma di un amore sfinito, vicino alla fine. Racconta le mie sensazioni in quel contesto. L’immagine dello stare accanto ritorna anche in “Ti parlerò”. Credo sia qualcosa a cui tendo particolarmente.
E forse oggi, in un mondo segnato da ansia e paura, il concetto di stare vicini assume un significato ancora più profondo.

Il mondo non sta vivendo il suo momento migliore, la guerra torna nei discorsi quotidiani, e mi viene istintivo pensare a una comunità di persone consapevoli di ciò che accade.
La speranza, che emerge anche in “Eppure so”, diventa un augurio di resistenza contro l’angoscia.”

Hai citato “Eppure so”, una canzone che esplora la solitudine come spazio di libertà. Quale valore attribuisci alla solitudine?

Io sono un solitario per natura. Sto bene con me stesso e ho affinato le strategie per vivere questa condizione con soddisfazione. Ma non sono un misantropo, né un eremita. In buona compagnia so essere anche leggero. “Eppure so” è una canzone che parla della speranza come motore per sentirsi vivi, ma ha anche una dimensione onirica, quasi ingenua. L’ho scritta da solo, come molte altre del disco, ed è figlia di una riflessione interiore intensa.”

Il disco affronta il tema dell’amore in molteplici sfaccettature. Oggi si ha paura di amare completamente?

L’amore resta per me un mistero. Nel mio disincanto attuale, lo trovo ancora enigmatico. Osservo la natura e vedo interazioni affettive anche tra specie diverse. C’è qualcosa di insondabile nell’amore, qualcosa che ci sfugge. Oggi forse si ha più paura di lasciarsi andare completamente, ma l’amore autentico conserva sempre una sua forza irriducibile.”

“Mi ero perso il cuore” uscì nel 2020, in piena pandemia. “Stammi accanto” nasce nello stesso contesto, ma sembra avere una luce diversa. Sei d’accordo?

Sì, “Mi ero perso il cuore” era un disco più cupo, segnato dall’angoscia di quei tempi. “Stammi accanto” nasce poco dopo la scoperta del vaccino, in un momento in cui si cercava di risalire la china. Anche io, come tutti, volevo uscire da quella sospensione. L’intimità, la vulnerabilità e la riflessività ci sono ancora, ma con un’attitudine diversa.

Il suono è più pulito, più preciso, vicino alle mie reference del cantautorato americano e italiano. L’evoluzione fra i due dischi rispecchia il mio stato d’animo in trasformazione.”

Nel disco c’è anche un duetto con Samuele Bersani in “Dentro la ferita”. Come è nata questa collaborazione?

Ho un grande rispetto per Samuele. Il tema della canzone, la lucidità con cui affronta certe tematiche, mi hanno fatto pensare a lui. Il suo contributo è stato naturale e funzionale al pezzo. Spero che il pubblico lo apprezzi.”

Che tipo di esperienza sarà il tour con i Guano Padano?

Finalmente potrò suonare questi pezzi con una band, dopo che il mio disco precedente è stato presentato quasi solo in versione solitaria. I Guano Padano sono musicisti straordinari e saranno in grado di dare una nuova vita alle canzoni. Sarà un’emozione anche per me.”

Per le le registrazioni di questo album sei andato nello studio degli Üstmamò. Come ha influito l’ambiente circostante, sia umano che naturale, sul risultato finale dell’album?

Curiosamente, con questo disco ho anticipato un’esperienza che poi con Marlene ho vissuto nelle tre residenze per Karma Klima. Ero già reduce da quell’approccio. Questo disco è stato registrato in un luogo fantastico, nell’Appennino Tosco-emiliano, dove vivono Luca Rossi, Ferretti, Zamboni… lo stesso humus dei CCCP e degli Üstmamò .

Il periodo era particolare: c’era ancora l’onda lunga del Covid, si usciva con circospezione, forse con le mascherine ancora addosso. Io, in quel contesto, solo al mattino giravo per quei luoghi – ricordo il fiume sotto la casa dove dormivo – e non posso negare che abbia influenzato la nostra attitudine.

Luca lo conosceva già, ma per me era un’esperienza nuova, importante, e si è riversata nel modo di suonare.

Parliamo del suono. L’hai definito “elegante e al contempo leggero”. Come si è svolta questa ricerca sonora?

Più che una ricerca, è stato l’esito della mia maturazione personale, condivisa con Luca, musicista di grande sensibilità. Abbiamo mescolato le nostre sensibilità, facendo fiorire il songwriting delle canzoni, presentate da me nella loro essenza: chitarra, voce, punto. Poi insieme le abbiamo elaborate. Il suono è nato così, dal suonare assieme.

Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di trovare le parole chiave del disco. E’ uscito che sono: vita, nulla, mia, voi. Ti riconosci? 

(Ride) Le parole “vita” e “nulla” sono emblematiche. È interessante che abbia notato proprio “nulla” – evidentemente in quel momento mi attirava quella prospettiva. Ma c’è una dialettica, perché accanto c’è “vita”. Poi, sai, noi musicisti usiamo spesso parole come “mia”, “voi”, come zeppe per riempire i versi e renderli eufonici… Non darei troppo peso a quelle.

E sull’intelligenza artificiale? Cosa ne pensi, visto che ci siamo…

Male. Al netto del potenziale positivo, se l’IA fosse usata dalle forze del bene, potrebbe risolvere molti problemi dell’umanità. Ma non ho fiducia che venga utilizzata correttamente. Sono intimorito, e per ora ne sto lontano.

Qual è il messaggio finale che vuoi lasciare con “Stammi accanto”?

Mi piace pensare che questo disco abbia una bellezza senza tempo. Non è pensato per lo streaming o per aderire ai suoni contemporanei.
E’ un disco puro, e non cerca colpi ad effetto perché è fiducioso nella musica: forse proprio per questo, di questi tempi, potrebbe quasi apparire alieno.
È un disco personale, intimo, nato dalla mia esigenza di esprimere ciò che sento. Se riuscirà a toccare qualcuno, avrà raggiunto il suo scopo.

IL DISCO 

  1. Stammi accanto
  2. Nel respiro dell’aria
  3. Dentro la ferita (feat. Samuele Bersani)
  4. Eppure so
  5. Lode all’istante
  6. Cerco il nulla
  7. Ti parlerò
  8. Vacuità

IL TOUR 

Il disco verrà presentato live in tour da Cristiano Godano accompagnato dai Guano Padano, la super band composta dal chitarrista Alessandro “Asso” Stefana (Vinicio Capossela, PJ Harvey, Mike Patton, Micah P. Hinson, Calexico), dal bassista e contrabbassista Danilo Gallo (cofondatore del collettivo indipendente El Gallo Rojo Records) e dal batterista Zeno De Rossi (batterista dell’anno Musica Jazz 2011).

Di seguito le prime date del “Stammi accanto tour” nei club:

8 aprile al Monk di Roma
12 aprile al The Factory di Verona
13 aprile al Locomotiv di Bologna
16 aprile alla Santeria Toscana 31 di Milano
17 aprile all’Hiroshima Mon Amour di Torino

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WEB & SOCIAL 

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ph: Cristiano-Godano_foto-di-Gabriella-Vaghini-2025

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