SANREMO 2025: pagelle e commenti della serata cover

E’ l’attesa serata delle cover alla 75esima edizione del Festival di Sanremo.
La serata parte con il botto con l’ingresso di Carlo Conti e Roberto Benigni.
Conti ha annunciato che mercoledì 19 marzo Benigni torna su Rai1 con lo spettacolo “Il Sogno”.
Tra gli ospiti anche PAOLO KESSISOGLU e la figlia LUNITA che canteranno il brano Paura di me, un dialogo tra un padre e una figlia, dove la necessità di capirsi appare tanto complessa quanto essenziale.
LE NOSTRE PAGELLE E COMMENTI
Shablo ft. Guè, Joshua, Tormento con Neffa – Amor de mi vida/Aspettando il sole (di Sottotono/Neffa)
Hip hop made in 90 quello di una volta, quello prima di autotune, dei bling bling, del cash. La vecchia scuola, che ti riporta indietro nel tempo, quando ancora non c’erano social, IA, la fretta di andare senza sapere dove. Visione analogica con l’ effetto Back to the future.
Voto 7
Bresh con Cristiano De André – Crêuza de mä (di Fabrizio De André)
Di nuovo Faber, dove qui è coinvolto financo il figlio. Ça va sans dire, nel derby fra genovesi la spunta nettamente per sincerità e rispetto Bresh, anche se non gli avevano acceso il microfono e ha dovuto ricominciare. Ciliegina sulla torta, la caduta del microfono a Cristiano, recuperato in extremis.
Bravi nonostante tutto.
Voto: 7,50
Fedez con Marco Masini – Bella stronza (di Marco Masini)
Riarrangiamento di Bella stronza in chiave moderna dove, dopo tutto il gossip che circonda Federico, sembra normale cercare qualsivoglia riferimento. Quello che si può dire è che la nuova versione, più cupa, più vivida ha preso un nuovo colore. Al netto di un bel brano ci si chiede era necessaria un’ interrogazione parlamentare?
Voto 7

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Brunori Sas con Riccardo Sinigallia e Dimartino – L’anno che verrà (di Lucio Dalla)
Dalla viene degnamente evocato da Dario, Riccardo e Antonio, a suon di ukulele e tamburi, mantenendo lo spirito originale, senza inutili orpelli e sbavature. Crescendo convincente. La sala stampa gradisce.
Voto: 7,50
Willie Peyote con Tiromancino, Ditonellapiaga – Un tempo piccolo (di Franco Califano)
Tiromancino gioca in casa avendola già eseguita, Willie si destreggia, Ditonellapiaga spinge voce e fraseggio. La cover sembra essere tutta sulle spalle di Zampaglione, che salva capre e cavoli
Voto 6
Massimo Ranieri con Neri Per Caso – Quando (di Pino Daniele)
Fanno quello che ci si aspetta da loro: acapella perfetta e la voce di Ranieri che ci si appoggia senza strafare. Classe. Menzione particolare per i redivivi Neri, bravissimi.
Voto: 7
Elodie e Achille Lauro – A mano a mano/Folle città (di Riccardo Cocciante/Loredana Bertè)
Si temeva una cafonata e invece Lauro (ed Elodie) non ha sbagliato neanche un colpo risultando misurato e a fuoco almeno su A mano a mano, sovrastando la sua compagna di duetto. Su Folle città la musica cambia e si preme l’ acceleratore su un soft porn stridente.
Voto 6
Olly con Goran Bregović – Il pescatore (di Fabrizio De André)
Prima delle due cover di Faber, affrontata con arrangiamento da Circo Barnum e un mood sfrontato fuori luogo. Un cafonal remix di cui non avevamo bisogno.
Voto: 3
Joan Thiele con Frah Quintale – Che cosa c’è (di Gino Paoli)
Un riarrangiamento del celebrissimo brano di Gino Paoli che fa storcere il naso togliendo la poesia di quello che è un capolavoro, scialbi e anestetizzanti
Voto 5
Coma_Cose con Johnson Righeira – L’estate sta finendo (dei Righeira)
Piano e voce, per poi esplodere nella versione nota ai più … con un Righeira polifemico che ingloba i Coma Cose con la sua personalità, il risultato finale: una caciara caotica ma dopotutto simpatica.
Voto 6
Sarah Toscano con Ofenbach – Overdrive (di Ofenbach)
Sarah si sta pian piano sciogliendo e tiene bene la scena, facendo il suo senza strafare. Certo, il brano non la valorizza più di tanto ma almeno ci regala un po’ di brio dopo diverse performance pesanti come un macigno.
Voto: 6,50
Simone Cristicchi con Amara – La cura (di Franco Battiato)
Solenne come una preghiera, un vestito che calza a pennello con la gara emotiva che Cristicchi sta portando al Festival. Una versione cerimoniale del celebre brano di Battiato. Non di. Facile comprensione ma sicuramente intensa
Voto 6
Giorgia con Annalisa – Skyfall (di Adele)
Un’altra delle esibizioni più attese della serata, un incontro/scontro fra due ugule che potrebbe causare uno tsubami anche su un rigagnolo di montagna. Già l’arrangiamento dell’originale era pesantuccio anzicheno, questo lo amplifica nella prima parte, finché non parte una timida base elettronica nella seconda. Prova vocale migliore di Annalisa, Giorgia lascia gli ormeggi sul finale. La sensazione è che sia stata una gran prova atletica, molto meno emotiva.
Voto: 7
Francesco Gabbani con Tricarico – Io sono Francesco (di Tricarico)
Dialogo fra i due Francesco vestiti uguali, da gelatai di Perugia. Anche qui una versione più pomposa e schiacciata dagli archi, dandogli un tono di tragicità che banalizza il contrasto dell’originale. Peccato perché le due voci insieme funzionerebbero bene, anche se vocalmente Gabbani se magna Tricarico in un sol boccone, senza sale e limone.
Voto: 5
Rocco Hunt con Clementino – Yes I know my way (di Pino Daniele)
Rappare rivedendo il testo su un brano di Pino Daniele è come fare una discesa piena di tornanti a tutta velocità, tagliando curve. Una versione furba, che funziona. Così come furbo è stato proiettare la voce di Pino ancora una volta.
Voto 7
Marcella Bella con Twin Violins – L’emozione non ha voce (di Adriano Celentano)
Omaggio al fratello autore del brano (Gianni Bella). Marcella può piacere o meno, quello che le va riconosciuta è la capacità di cantare ancora bene sapendo misurare non solo la voce ma anche l’intensità. Unica pecca un’ esibizione troppo teatrale che non era necessaria.
Voto 7
The Kolors con Sal Da Vinci – Rossetto e caffè (di Sal Da Vinci)
La super hit di Sal prende nuova linfa con Stash & co che donano al brano più dinamicità musicale e freschezza. Le due voci si sposano bene, anche se l’operazione è abbastanza ruffiana.
Voto: 7,25
Gaia con Toquihno – La voglia e la pazzia (di Ornella Vanoni)
Gaia gioca in casa.. Sonorità che sanno di origini le sue e quelle del brano stesso. Un compito ben svolto che non regala e non toglie niente al brano. Come si dice a scuola brava ma potrebbe fare di più .
Voto 6
Irama con Arisa – Say Something (di A Great Big World & Christina Aguilera)
Arisa quando canta ha il dono di rende magico e leggero tutto, persino il timbro di Irama.
Versione molto minimal, tutta costruita per mettere in risalto le due voci, che ben si sposano e vanno in luna di miele.
Voto: 7,50
Serena Brancale con Alessandra Amoroso – If I ain’t got you (di Alicia Keys)
Alessandra e Serena hanno fatto il loro. I colori, il graffio vocale, il flow . Tutto giusto. Un grande riscatto per un Festival che la vedeva sempre nelle retrovie. Girl Power. Voto 7
Lucio Corsi con Topo Gigio – Nel blu dipinto di blu (di Domenico Modugno)
L’esibizione più attesa non delude le aspettative: tenera, intensa, commovente. Sembra di tornare negli anni 60, dove tutto era magia e (apparente) semplicità.
Lucio è un artista di una sensibilità rara e sta conquistando un pubblico sempre più trasversale, facendo gara a sé. Meriterebbe la vittoria (e non solo stasera).
Voto: 9
Francesca Michielin e Rkomi – La nuova stella di Broadway (di Cesare Cremonini)
Francesca al piano con fasciature visibile, Rkomi che continua a litigare ferocemente con la dizione. Versione del brano di Cremonini molto classica che la appesantisce un po’ e senza particolari guizzi (vocali). La scelta di cantarla in parte dandosi le spalle rende l’idea del loro amalgama.
Voto: 5
Noemi e Tony Effe – Tutto il resto è noia (di Franco Califano)
Mai titolo fu più azzeccato per un Tony che cala c’è una Noemi che cerca di tirare su le storie della cover, risultando talvolta starnazzante. Un semolino musicale. Ci aspettavamo un po’ di sangue in più
Voto 4
Clara con Il Volo – The sound of silence (di Simon & Garfunkel)
Clara per riscattare un Festival finora incolore decide di affisarsi alle pompose ali de Il Volo, scegliendo un brano semplice semplice. Intro acappella a tratti emozionante, dispiego di archi da terzo guerra mondiale, acuti che bucano la mesosfera. Temevamo fosse come l’estrazione di un molare senza anestesia, invece Clara non sfigura vocalmente.
Voto: 6,50
Modà con Francesco Renga – Angelo (di Francesco Renga)
Un Francesco (Renga) in grande forma vocale , i Modà che si permeano su Angelo. Poteva essere uno schianto a 180 km/h invece portano a casa un’ottima performance. Generosi l’ uno nei confronti dell’ altro
Voto 7
Rose Villain con Chiello – Fiori di rosa, fiori di pesco (di Lucio Battisti)
Una cover degna dei migliori bar di karaoke. Va bene che a Sanremo cantano tutti ma perché non lasciare in pace Battisti? Un Harakiri sguaiato dimmi che è vero! Voto 4